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    "obj_descr": "Cosi’, continuando questa strana ironia, in una delle mie innumerevoli ricerche in internet, alla scoperta di curiosità gnomoniche nuove, mi sono imbattuto per puro caso in una pagina che recensiva un recentissimo articolo a firma di Giovanni Murro, della nota rivista storica locale Studi Cassinati, n° 9, pag. 13, il cui titolo è Frammento di meridiana romana nel museo di Aquino. In due intense pagine il Murro accenna alla storia degli orologi solari nell’antichità, ma il fatto che egli non sia uno gnomonista risulta subito evidente e l’analisi ed interpretazione che offre dei due frammenti, alla fine, risulta totalmente errata. Per quanto riguarda il ritrovamento del primo frammento, riporto testualmente le indicazioni di Murro: Il contesto di provenienza (del reperto) è sconosciuto nei particolari, ma è quasi certo che si tratti dell’area urbana dell’Aquinum romana. Il pezzo è in travertino, materiale litico molto comune e molto usato nella zona, ed è relativo ad un orologio solare a semicerchi definito polos….Misura 29x21 cm, lo spessore è di circa 15 cm. Tuttavia, dall’analisi del contesto di ritrovamento, si potrebbe pensare di attribuire il pezzo all’età augustea o all’epoca del triumvirato. Se vogliamo rifarci al catalogo di Gibbs, dovremmo dire che si tratta di uno “Spherical dial”, o al massimo di uno “spherical variant”, cioè di un hemicyclium sferico con qualche caratteristica diversa dalla normale tipologia, che nel catalogo di Vitruvio è riportato semplicemente come Hemicyclium. Tali fori, che ho potuto constatare essere di circa 5 mm di diametro e 2-3 mm di profondità, se non sono frutto dell’erosione della pietra nel tempo, possono essere addebitati più facilmente al lavoro di scalpellatura da parte dell’artigiano, che poteva forse usare un filo legato a piccoli pioli conficcati in questi fori per tracciare più correttamente ed in modo più lineare le linee orarie. Il frammento è abbastanza grande e indica che la meridiana originale era anch’essa bella grande.",
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